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Idee

Nata per illustrare il programma elettorale per le passate elezioni regionali, questa sezione comprende le idee che ho in mente per lo sviluppo della nostra terra.

1) Autogoverno e riforma della Regione

La Calabria deve essere capace di autogovernarsi e assumersi responsabilità rivendicando diritti e competenze nei confronti dello Stato, deve essere una Regione più chiara, più semplice, più trasparente e meno costosa, al servizio del cittadino.

2) Identità e cultura

Una terra è il suo paesaggio, la sua cultura, la sua lingua, la sua storia. Lo sviluppo della Calabria non può che partire dalla propria identità, mai autoreferenziale e chiusa verso l’esterno ma aperta e dialogante, in grado di fare valere capacità e diversità.
Le nostre campagne e i nostri paesi custodiscono risorse e saperi, e per questo dobbiamo valorizzare i territori con progetti di sviluppo locale di qualità. La nostra memoria e il nostro modo di interpretarla oggi, anche attraverso ciò che siamo in grado di produrre, sono quanto di più diverso e antico possiamo offrire al mondo.
Solo così è possibile avviare uno sviluppo duraturo, che nasce dall’ascolto della nostra terra e crea vere opportunità di crescita.

3) Turismo

E’ sicuramente importante sostenere il turismo balneare a patto però di non dimenticare le urgenti iniziative che occorre intraprendere per il rilancio ed il sostegno del turismo montano, sia invernale, legato principalmente allo sci, che estivo e termale. Sono obiettivi ambiziosi che richiedono il rispetto di numerose condizioni fra cui l’idoneo sviluppo del patrimonio ambientale regionale, la serietà dell’azione amministrativa e lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie.

La promozione dell’offerta turistica regionale è di fondamentale importanza per la buona riuscita di tutte le iniziative di rilancio. La Regione deve rappresentare il cardine di efficaci e coordinate campagne di comunicazione che devono essere rivolte non solo al pubblico di altre regioni o di paesi esteri ma anche al bacino della domanda interna. Troppe volte si dà per scontato che i cittadini conoscano a fondo l’ambiente, la storia e l’arte della propria regione.

Inoltre, è compito della regione stimolare e favorire gli imprenditori del settore turistico a realizzare investimenti necessari per riqualificare ed ammodernare le loro attività, i cui rendimenti economici sono oggi più lenti ed incerti, specialmente in montagna. Un’azione amministrativa seria, come dovrebbe essere quella regionale, deve essere condotta in modo da non sfiduciare ulteriormente gli imprenditori. Ad esempio, affrontando il tema delicato dei contributi pubblici, bisogna smettere di emanare ogni anno bandi e provvedimenti regionali in apparenza attraenti ma a cui sono in realtà destinate risorse finanziarie così esigue da soddisfare una parte minima dei progetti d’investimento e riqualificazione presentati dagli imprenditori ed ammessi nelle graduatorie. Con riferimento al turismo termale ed alle sue evoluzioni, gli operatori del settore, gli albergatori, i ristoratori ed i commercianti hanno subito dagli anni ‘90 in poi duri colpi dovuti alla forte diminuzione delle prestazioni mediche pubbliche. La ristrutturazione di questi distretti è orientata verso il fitness ed il benessere, in un’accezione non più solamente sanitaria delle acque termali.

La Regione deve ideare provvedimenti specifici per favorire la riconversione di tali attività, sia per quanto riguarda l’utilizzo delle sorgenti sia con riferimento ai cospicui investimenti necessari alla trasformazione delle risalenti strutture alberghiere in moderni e confortevoli centri benessere che, se agevolati, potranno inoltre costituire un importante volano per altri interventi di ristrutturazione ed ammodernamento, anche modesti, sia negli alberghi circostanti sia negli esercizi commerciali del territorio.

In particolare è opportuno realizzare un coordinamento fra le diverse iniziative imprenditoriali, per evitare duplicazioni inutili e per innestare un circuito vincente di interventi complementari: dalle strutture ricettive moderne all’offerta di locali pubblici e serali per lo svago ed il divertimento alla disponibilità di ristoranti che garantiscano un’offerta gastronomica sempre più ricercata.


4) Conoscenza

Un futuro diverso è possibile solo se sappiamo mettere al primo posto il sapere e la conoscenza.
I nostri giovani, qualunque sia la loro condizione, qualunque età abbiano e ovunque risiedano, devono avere l’opportunità di soddisfare il diritto fondamentale a un’istruzione e formazione di qualità aumentando le competenze, facendo esperienza, imparando le lingue e la cultura del lavoro.
Crediamo in una scuola di qualità, condizione indispensabile per superare il grave ritardo che la Calabria ancora soffre in termini di collocamento dei nostri giovani altamente scolarizzati e in termini di raccordo tra scuola e lavoro. Ci dobbiamo confrontare con l’Europa e per questo ne dobbiamo adottare gli standard, puntando a rafforzare la qualità e l’offerta dell’insegnamento. L’obiettivo è duplice: superare il grave fattore di debolezza e promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, per farle diventare un motore di sviluppo per l’economia e l’occupazione.

5) Sistemi produttivi, politiche del lavoro e imprese

L’obiettivo, oggi, è la competitività. Bisogna lavorare per ridurre la disoccupazione e insieme favorire un’occupazione migliore, incentivando gli investimenti in capitale umano attraverso un mercato del lavoro che riconosca e premi meriti e capacità delle persone. È un modello di sviluppo coerente con le vocazioni del territorio: coglie i vantaggi economici del turismo nel rispetto della sostenibilità ambientale e favorisce un sistema agricolo forte, autonomo, competitivo e differenziato, in grado di valorizzare le diversità della Calabria.
Il nostro modello di sviluppo difende l’industria esistente e punta ad invertire il processo di reindustrializzazione, contando sull’innovazione tecnologica, sulla qualità del lavoro e dell’ambiente, su un sistema fondato sulla convenienza all’insediamento produttivo e la pratica competitiva d’impresa.
Il lavoro nasce attraverso le imprese, e compito delle istituzioni è creare tutte le migliori opportunità affinché i posti di lavoro possano nascere: tra la pubblica amministrazione e le imprese.
Il sistema produttivo calabrese deve trovare la chiave giusta per affrontare questi nuovi elementi d’incertezza volgendoli in opportunità da cogliere, per raggiungere un grado di benessere e sviluppo. Per intraprendere un simile percorso occorre una profonda evoluzione, in termini di qualità, tecnologia e dimensione, da parte delle aziende.

La Regione deve quindi farsi promotrice di un percorso concreto che accompagni le piccole imprese strutturalmente più deboli verso forme di cooperazione e di condivisione almeno nelle fasi cruciali di promozione e distribuzione dei prodotti, che dovranno essere nuovi e ad alto valore aggiunto, di qualità eccelsa e difficilmente replicabili. Si tratta di attivare processi di orientamento ed in certi casi di ristrutturazione e riconversione produttiva, per cui sarà necessario il sostegno delle istituzioni finanziarie e creditizie.

6) Infrastrutture e reti di servizio

Per costruire una Regione più veloce, devono essere investite ingenti risorse nelle infrastrutture interne: strade migliori e più sicure e un sistema di trasporto pubblico locale in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.

7) Solidarietà e coesione sociale

Investire sul sistema pubblico di tutela della salute e del benessere di tutti i calabresi. Con questa scelta mettiamo al primo posto i bisogni delle persone, soprattutto dei più deboli, volendo intervenire nella sanità, nell’assistenza sociale, nella casa, nei trasporti. Nella sanità, pur partendo da una situazione di grave ritardo bisogna mantenere come obiettivo primario la riqualificazione dei servizi e il risanamento di conti, contrastando sprechi e inefficienze. Il percorso avviato è complesso e contrastato, e richiede soprattutto uno sforzo culturale e organizzativo del tutto eccezionale, mirato a superare vecchie logiche e interessi economici, politici e professionali. Nel sociale è necessario moltiplicare gli interventi a favore delle persone con disabilità, degli anziani non autosufficienti, delle vecchie e delle nuove povertà, dei migranti, dei detenuti, dei sofferenti mentali. Bisogna adottare politiche a favore delle famiglie, raddoppiando il sostegno ai bisogni reali, dalla casa alle difficoltà economiche, dall’assistenza agli anziani sino al conciliare il lavoro con l’educazione dei figli.

8 ) Sport e tempo libero

L’aspetto educativo e di crescita individuale dei giovani attraverso lo sport, qualunque esso sia, non è per nulla da sottovalutare. Basta con attenzioni focalizzate esclusivamente alle “prime squadre”. E’ ora di rivolgere l’attenzione su quegli sport impropriamente detti minori perchè esaltano le peculiarità del territorio in termini di risorse umane e offrono la possibilità di coltivare giovani campioni che con il tempo potranno confrontarsi su campi nazionali, raccogliendo e dando soddisfazioni alla propria regione.
Lo sport é il più importante deterrente e la più grande alternativa alle “distrazioni” del mondo moderno e deve tornare ad essere palestra per un sano e corretto stile di vita. Sarà infatti prioritaria la rivalutazione degli impianti ludici e sportivi presenti sul nostro territorio. Inoltre, con una legge ferma al 1983, sarà necessario l’ inserimento di una nuova iniziativa riguardante il censimento delle Associazioni impegnate e operanti nel territorio, di estrazione civile e/o religiosa, che intendono adoperarsi nella gestione delle attività riguardanti il tempo libero.
L’impegno in questo settore sarà inoltre rivolto allo stimolo di nuove iniziative e proposto come aggiornamento di quelle attualmente presenti sul territorio, al fine di favorire un’adeguata risposta turistica e promozionale del territorio. Impegno di numerosissime associazioni volontarie per l’organizzazione dello sport. Grande e positiva forza di attrazione dell’attività sportiva in genere sulla popolazione. A queste straordinarie caratteristiche corrisponde, sul piano organizzativo e funzionale una grave carenza di strutture e di servizi con una frammentata articolazione territoriale di quelle esistenti. La nuova amministrazione deve fornire una adeguata risposta dando il via:
1- ad un monitoraggio urgente della quantità e della qualità delle strutture esistenti per elaborare un piano di immediato intervento di manutenzione che, in taluni casi, comporta anche l’attivazione di impianti di riscaldamento per l’inverno;
2- ad un progetto strategico delle città dello sport dove realizzare tutte le strutture sportive per le varie discipline amate e praticate e soprattutto di livello tale da poter rispondere agli standard di qualità richiesti per lo svolgimento di competizioni nazionali ed internazionali;
3- alla possibilità di fare sport, qualsiasi esso sia, ad ogni livello e ad ogni età, per creare coesione e partecipazione sociale. Siamo consapevoli di quanto sia importante lo sport di base: lo sport ha una fondamentale dimensione ludica e di divertimento, e per questo oltre alla collaborazione con le associazioni sportive vogliamo creare spazi liberi nelle strutture comunali e all’aria aperta, per tutti coloro che vogliono “semplicemente” giocare e “divertirsi” praticando sport.

9) Legalità

Ogni grande progetto e gli investimenti che ne caratterizzeranno la realizzazione, sono potenzialmente aggredibili da organizzazioni di stampo mafioso o anche più semplicemente oggetto di pressioni improprie da parte di gruppi di interesse che vogliono prevalere al di fuori della corretta applicazione delle norme che regolano la competizione economica tra le imprese. E’ questo che ognuno di noi ha il dovere di impedire e il diritto di sapere che ciò non accadrà.

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